Topbar Disabilita' cognitive Comune di Modena MeMo CSC Comune Ferrara Progetti Rete CDI
 
Home
Contenuti
Il progetto
Natura
Cause
Prevenzione
Integrazione e trattamento
Esperienze e storie di vita
Libri e materiali
News
Glossario
Domande & Risposte
Ricerca

 

Dichiarazione di accessibilità


Level Double-A conformance icon, 
          W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0


Collaborazione scuola-servizi del territorio
"La problematica della collaborazione fra insegnanti e operatori sanitari e sociali è affrontata parzialmente anche nelle sezioni dedicate alla individuazione della persona in situazione di handicap, alla stesura della diagnosi funzionale, del profilo dinamico funzionale e del piano educativo individualizzato.

E' noto che i rapporti fra gli operatori scolastici e quelli sociosanitari (in particolare con numerosi neuropsichiatri e psicologi) sono spesso conflittuali. La figura dell'operatore psicopedagogico (non presente in tutte le realta') puo' migliorare la situazione favorendo tali rapporti o convogliando su di sè alcune delle richieste che in altri contesti sarebbero state rivolte ai neuropsichiatri o agli psicologi delle Aziende Sanitarie Locali. L'auspicata figura dello psicologo scolastico potrebbe ulteriormente migliorare la situazione. Nell'attesa di una scuola dell'autonomia che possa avere anche la disponibilita' economica per un servizio di psicologia scolastica, sono opportune alcune riflessioni riguardanti il presente.

Spesso l'insegnante ricerca la collaborazione con lo specialista in due diversi casi: perchè riceve la certificazione di un alunno in situazione di handicap e desidera ulteriori informazioni o perchè ritiene opportuna la valutazione di uno specialista per un bambino ritenuto in qualche modo problematico. Prima ancora di rivolgersi allo specialista, l'insegnante (o qualcun altro per lui) deve comunque contattare i genitori. E qui possono sorgere i primi problemi: non tutti i genitori concordano sull'utilita' di un tale esame specialistico. Se nella scuola c'è l'operatore psicopedagogico puÚ essere opportuno che sia lui/lei a tenere i contatti con i genitori. In ogni caso è da evitare una proposta del tipo "suo figlio ha questo o quello che non va bene e percio' è opportuna una visita". Piu' convincente (ma anche piu' corrispondente al ruolo dell'insegnante, che non è, appunto, uno psicologo) è una proposta del tipo "Per poter insegnare meglio a suo/a figlio/a ho bisogno delle valutazioni di uno specialista". Nel primo caso si pone l'attenzione sui disturbi del bambino, nel secondo sulle necesssita' dell'insegnante. Risulta inoltre convincente dire ai genitori che essi, per la prima volta, possono andare dallo specialista senza il bambino e che dopo il primo colloquio possono decidere ciÚ che ritengono piu' opportuno. La combinazione di queste due modalita' aumenta notevolmente la possibilita' che un bambino che abbisogna di una visita specialistica ne possa effettivamente usufruire.

Una volta avvenuta la visita specialistica c'è di norma il colloquio con lo specialista. E' opportuno che l'insegnante eviti l'atteggiamento di chi va dallo specialista per chiedere "e allora cosa devo fare a scuola?". Almeno per due motivi. Innanzitutto perchè insegnante e psicologo (o neuropsichiatra) sono due operatori "alla pari" nei confronti del bambino, ciascuno con le proprie competenze. Inoltre perchè di norma psicologi e soprattutto neuropsichiatri delle ASL sono meno competenti relativamente agli aspetti educativi, pedagogici e didattici dello stesso insegnante (come risulta dagli studi da loro compiuti all'Universita'). Una richiesta di questo tipo innesca meccanismi fuorvianti. Opportuno è preparare il colloquio in modo da presentarsi con la propria "cartellina", ricca di programmazione, valutazioni preliminari ed in itinere, di progetti di intervento, di constatazione di insuccessi e successi, ecc. In altre parole risulta utile incontrarsi con lo specialista avendo a disposizione qualcosa che è complementare alla diagnosi dello specialista. Ci riferiamo ad aspetti che a scuola sono ben valutabili (anche se con gli strumenti e la soggettivita' della valutazione scolastica), come il rapporto con piu' adulti e con i compagni, l'impegno o la distraibilita' nelle varie discipline, l'autostima che emerge nelle varie situazioni, le reazioni alle frustrazioni o alle lodi, ecc.

Un'ultima annotazione. Nel lasciarsi sarebbe opportuno fissare un ulteriore appuntamento: diventa una specie di impegno ad una ulteriore collaborazione."

 

(Da Vianello, 1999)


Categoria vuota


New: Questionario di valutazione
   Home arrow Integrazione e trattamento arrow La scuola arrow Scuola-servizi del terr.