Topbar Disabilita' cognitive Comune di Modena MeMo CSC Comune Ferrara Progetti Rete CDI
 
Home
Contenuti
Il progetto
Natura
Cause
Prevenzione
Integrazione e trattamento
Esperienze e storie di vita
Libri e materiali
News
Glossario
Domande & Risposte
Ricerca

 

Dichiarazione di accessibilità


Level Double-A conformance icon, 
          W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0


Dal 1970 ad oggi

Dal 1970 ad oggi

   A partire dagli anni attorno al 1960 sorsero un po' ovunque scuole speciali e classi differenziali. Lo sviluppo fu addirittura sproporzionato rispetto alla quantità dei bambini in situazione di handicap, poiché vennero inseriti nelle scuole speciali anche alunni non in situazione di handicap, ma con svantaggio socio-culturale o con problemi di disciplina scolastica.
   Dal 1970 emersero sempre più i rischi presenti nella segregazione delle scuole speciali: genitori ed insegnanti iniziarono tentativi di inserimento. Sulla scia di queste pressioni sociali e delle norme relative all'integrazione che nel frattempo erano state emanate in alcuni degli Stati Uniti e nelle nazioni scandinave, in Italia vennero promulgate leggi (e relative circolari, ordinanze, ecc.) particolarmente innovative.
   La legge 517 del 1977:
- stabilì “ "forme di integrazione e sostegno a favore degli alunni portatori di handicap sia nella scuola elementare, che media inferiore";
- fu inoltre previsto che "le classi che accolgono portatori di handicap siano costituite da un massimo di 20 alunni" (norma oggi non più attuale; vedi avanti);
- per gli alunni in situazione di handicap furono previsti anche insegnanti specializzati per il sostegno;
- vennero abolite le classi differenziali e di aggiornamento.
   Nel 1979 (C.M. n. 199) si stabilì che ogni insegnante di sostegno poteva seguire al massimo 4 alunni.
   Ulteriori disposizioni disciplinarono l'integrazione anche nella scuola materna.
   Nei Nuovi Programmi Didattici per la Scuola Elementare (DPR 12-2-1985) furono definitivamente sanzionati i principi dell'integrazione dei bambini in situazione di handicap.
   Alla fine degli anni Ottanta, sulla base di norme che fecero seguito ad una Sentenza della Corte Costituzionale (n. 215 del 1987), venne stabilito che anche nella Scuola Media Superiore l'integrazione degli studenti con handicap doveva essere non solo facilitata, ma "assicurata". 
La normativa poteva essere applicata in modo più o meno fedele e comunque doveva essere interpretata. Essa, ad esempio, non stabiliva con precisione i criteri per decidere quando un bambino dovesse essere certificato in situazione di handicap, se un particolare bambino dovesse, data la gravità delle sue difficoltà, essere inserito in classe normale oppure in scuola speciale oppure quando la gravità dell’ handicap fosse tale da richiedere che un insegnante di sostegno dovesse seguire un solo bambino.

La realtà recente (per approfondimenti vedi Balboni, Vianello e Dionne, 2002; Vianello e Truffa, 2002, dati MIUR 2005-2006), sorta sulla base degli atteggiamenti della popolazione e delle decisioni effettuate dai genitori, dagli operatori scolastici e da quelli sociosanitari è caratterizzata, in Italia, dai dati quantitativi che seguono.

· Alunni certificati in situazione di handicap (2006):

- 1,07% nella scuola dell’infanzia (1,12% nel 2003)
- 2,22% nella scuola elementare (2,26% nel 2003)
- 3,03% nella scuola media inferiore (2,79% nel 2003)
- 1,34% nelle scuole medie superiori (1,03% nel 2003)
- 1,97% della popolazione scolastica (dato generale)( 1,84% nel 2003)

· Rapporto tra insegnanti di sostegno e alunni in situazione di handicap nel 2005/06: 1,87 (79.591 insegnanti di sostegno per 161.027 alunni disabili).
 
· Rapporto fra insegnanti di sostegno e numero di alunni nel 2006 è di 1:90 (migliore di quanto previsto dalla legge 449/97 che stabilisce un insegnante ogni 138 allievi; evidentemente sono state considerate come necessitanti di delega, cioè di eccezione, molte situazioni particolari).

· Il 98% degli allievi certificati in situazione di handicap, compresi alcuni molto gravi (ad esempio con cerebrolesioni notevoli, con più disabilità gravi o autistici) sono inseriti in classe normale e non in scuole o classi speciali.

Purtroppo i dati ministeriali non distinguono adeguatamente i vari tipi di handicap, considerando solo le categorie: minorati della vista, dell’udito e psicofisici (non sempre distinguendo fra “prevalentemente psichici” e “prevalentemente fisici”). A titolo esemplificativo il bambino con turbe nevrotiche (ma intelligente) e quello autistico sono inseriti nella stessa categoria in cui vi sono i bambini con la sindrome di Down.
Secondo Vianello (rielaborazione aggiornata al 2006 sulla base di dati forniti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca confrontata con i dati di ricerca epidemiologica) il confronto tra i dati italiani a disposizione indica le frequenze di cui nella tabella che segue (prendendo come riferimento gli allievi presenti nella scuola elementare). Come si può notare su 100 alunni con handicap, 66 hanno un ritardo mentale, cioè gravi carenze a livello dell’intelligenza.

Tabella 1 Frequenza dei vari tipi di danno/disabilità negli alunni di scuola elementare secondo i criteri maggiormente utilizzati in Italia per definire un alunno come in situazione di handicap (aggiornamento 2003)

Tipo di danno/disabilità       Percentuale rispetto alla popolazione dei coetanei Percentuale (approssimata all'unità) rispetto agli alunni con handicap
Visivo

0,04

2

Uditivo 

0,10

4

Motorio (non mentale)

0,22

10

Mentale 

1,50

66

Nevrotico, psicotico

0,18

8

Forme autistiche

0,04

2

Multipli/Vari/Difficili da definire

0,18

8

Totale 

2,26

100


Per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno è opportuno far notare che a partire dall'anno 1998-99 essi non vengono più assegnati in proporzione al numero di allievi certificati in situazione di handicap (con un rapporto medio di 1:2 e non di 1:4, dato che molte erano le situazioni considerate così gravi da richiedere un rapporto minore e spesso 1:1), ma considerando il rapporto di 1 insegnante di sostegno ogni 138 allievi (in situazione di handicap e non) iscritti nelle scuole statali della provincia. Era questo il rapporto effettivo medio in Italia nel 1997-98.

Nella grande maggioranza dei casi gli allievi in situazione di handicap sono inseriti in classi con meno di 20 allievi. Questo è dovuto al fatto che nel 1999 un decreto ministeriale (22 marzo 1999; n. 72) ha precisato quanto segue per la formazione delle classi.
- Ove necessario la classe in  cui è inserito un allievo in situazione di handicap può avere anche più di 20 allievi, ma non più di 25.
- Per costituire una classe che accoglie un alunno in situazione di handicap con un numero di alunni minore di 20 è necessario un progetto motivato ed articolato di integrazione in cui siano rese esplicite, con riferimento alle esigenze formative dell'alunno, le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall'insegnante di sostegno nonché da altro personale della stessa scuola.
- La presenza di più di un alunno in situazione di handicap nella stessa classe può essere prevista in ipotesi residuale ed in presenza di handicap lievi.
- Le classi iniziali che ospitano un alunno in situazione di handicap sono costituite, di regola, con non più di 20 iscritti; per le classi intermedie il rispetto di tale limite deve essere rapportato all'esigenza di garantire la continuità didattica nelle stesse classi.

Sulla base del confronto con le realtà diverse da quella italiana vengono ritenuti positivi gli aspetti che seguono.
- Nell’inserire gli allievi in situazione di handicap si cerca di mettere nella classe un solo allievo certificato assieme ad un numero ridotto di allievi normodotati (quasi sempre 19 o meno). Molto poche percentualmente sono le classi in cui ne sono inseriti tre o in cui vi siano più di 25 alunni.
- In media per ogni due allievi certificati in situazione di handicap vi è un’insegnante. Questo significa che l’Italia ha investito molte risorse per l’integrazione scolastica degli allievi disabili. Ancor più se si considera che almeno in alcune Regioni italiane gli allievi certificati possono avere un’ulteriore sostegno a scuola attraverso educatori professionali (che si aggiungono agli insegnanti).

Altri aspetti positivi sono:
- la legge quadro del 1992
- il DPR del 1994, avente per oggetto “Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap”
- l’integrazione di allievi in situazione di handicap stimola innovazioni didattiche che risultano utili per tutti gli allievi. Insegnamento differenziato, cooperativo, metacognitivo.
Questi punti sono particolarmente trattati in apposite sezioni del sito.

Tra gli aspetti da migliorare possono essere evidenziati quelli che seguono.
- La collaborazione fra operatori scolastici e operatori sanitari in alcune parti di Italia è ancora molto carente
- La famiglia dell’allievo in situazioni di handicap a volte non è ancora sufficientemente coinvolta
A questi è opportuno aggiungerne almeno altri tre.
- Nel 2006 più di un terzo degli insegnanti di sostegno erano supplenti. Devono aumentare i docenti di ruolo.
- L’allievo in situazione di handicap non è affidato all’insegnante, ma alla scuola. Questo significa che tutti gli insegnanti dovrebbero essere competenti per l’integrazione. Questo avviene solo in forma parziale.
- In Italia probabilmente abbiamo capito quale è la strada da percorrere per l’integrazione degli allievi in situazione di handicap. E molta strada è stata già percorsa.
Una nuova sfida deve essere affrontata, che sembra altrettanto impegnativa e forse ancor più: quella che riguarda l’integrazione degli allievi extracomunitari in situazione di svantaggio socioculturale. In questo campo moltissimo abbiamo ancora da capire.

Approfondimenti
Per ulteriori dati relativi alla situazione nazionale nel periodo 1993-2002/03 e l'aggiornamento 2001-2005/06 si vedano le tabelle riprese da dati forniti dal MIUR.
(a cura di R.V.)

 

 


Categoria vuota


New: Questionario di valutazione
   Home arrow Integrazione e trattamento arrow La scuola arrow Dal 1970 ad oggi