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Termini

Inizialmente preparato per la terminologia relativa alle disabilità intellettive, questo glossario è progressivamente destinato ad accogliere tutte le voci relative alla Rete CDI, di cui al sito-portale www.integrazionedisabilita.it

Quando non espressamente indicato le voci sono a cura del responsabile scientifico del sito di cui sopra.


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Termine Definizione
Rapporti di partecipazione (Piaget - vedi pensiero precausale)
 
Realismo (Piaget) Tendenza a dare più valore ai dati percettivi che a quelli rappresentativi ed a considerare come unica realtà quella visibile e materiale.
 
Realismo fortuito Fase nella produzione di disegni in cui gli eventuali risultati del bambino non sono frutto di intenzionalità, ma casuali, con una identificazione (o, meglio, etichettatura) successiva.
 
Realismo intellettuale Fase nella produzione di disegni in cui il bambino rappresenta le cose o le persone sulla base delle proprie conoscenze, e non per come esse appaiono.
 
Realismo mancato Fase nella produzione di disegni caratterizzata da intenzionalità rappresentativa, alla quale non corrispondono i risultati.
 
Realismo visivo Fase nella produzione di disegni nella quale il bambino cerca di rispettare il più possibile la realtà così come essa è visibile da un particolare punto di vista.
 
Realtà, principio di (psicoanalisi) Ciò che porta l'individuo a tener conto di altre esigenze ed a differire, se opportuno, la gratificazione dei propri bisogni, o a rinunciarvi.
 
Reattivo, stato Si ha quando un individuo manifesta comportamenti disturbanti, prodotto di una conflittualità fra il soggetto e l'ambiente, senza che l'esame della personalità evidenzi veri e propri disturbi.
 
Reazioni circolari (Piaget) Azioni che coinvolgono uno o più organi, che tendono a ripetersi (circolari) dopo la percezione del risultato dell'azione.
 
Reazioni circolari primarie (Piaget) (vedi 'reazioni circolari') Azioni aventi come fine la riproduzione dell'azione stessa e non il risultato nel mondo esterno.
 
Reazioni circolari secondarie (Piaget) (vedi 'reazioni circolari' e 'reazioni circolari primarie') Azioni centrate sul mondo esterno.
 
Reazioni circolari terziarie (Piaget) (vedi 'reazioni circolari', 'reazioni circolari primarie', 'reazioni circolari secondarie') Azioni compiute non tanto per ottenere risultati sul mondo esterno ('reazioni circolari secondarie'), quanto per comprendere, a livello pragmatico, le regole sottostanti agli effetti prodotti dal proprio agire.
 
RecessivaVedi eredità autosomica recessiva.
 
Reciproca, punizioneChe è logicamente collegata con l'atto commesso.
 
Registri sensorialiMeccanismi legati ai sensi, con la funzione di conservare per un periodo di tempo di norma molto breve gli stimoli il più fedelmente possibile.
 
Regressione (psicoanalisi) Meccanismo di difesa molto vasto, che si attua soprattutto con uno spostamento dell'energia libidica da oggetti tipici di una fase ad oggetti tipici di una fase precedente dello sviluppo.
 
Relazionale, difficoltà Difficoltà a livello emotivo, affettivo e sociale (in ambito scolastico e non).
 
Responsabilità oggettiva (sviluppo morale) Relativa agli effetti dell'azione compiuta.
 
Responsabilità soggettiva(sviluppo morale) Relativa alle intenzioni con cui un'azione viene compiuta.
 
Reversibile, azione (Piaget). Sistema di azioni presenti in una operazione (vedi), caratterizzata dal fatto che almeno due tra le azioni costituenti il sistema sono possibili contemporaneamente solo a livello mentale ed una terza azione del sistema consistente nel trarre conclusioni dal confronto fra le due azioni di cui sopra considerate contemporaneamente.
 
RiflessoRisposta non intenzionale, che non è appresa ed è specifica della specie, di una data parte del corpo a un dato stimolo.
 
Riflesso condizionato (o risposta ...) v. condizionamento classico.
 
Riflesso di stiramento Improvvisa contrazione nello stiramento passivo di un muscolo.
 
Rigida, forma Disabilità motoria caratterizzata da rigidità generalizzata.
 
Rigidificazione (Lewin) Processo ritenuto cruciale (assieme a quello di differenziazione) da Lewin per la descrizione dello sviluppo. Processo secondo cui, con lo sviluppo, tra le varie regioni della personalità avviene una sempre maggiore solidificazione delle frontiere.
 
Rimozione(psicoanalisi) Meccanismo di difesa consistente nel trasformare i dati psichici consci in inconsci o mantenere tali i dati psichici inconsci. "Consiste in una attività dell'Io la quale sbarra la via della coscienza all'impulso indesiderato proveniente dall'Es, o a qualsiasi suo derivato, siano essi ricordi, emozioni, desideri o fantasie di realizzazione dei desideri" (Brenner, 1967, op. cit. a pag. 14)
 
Rinforzo Evento specifico in grado di aumentare la tendenza a ripetersi di una certa risposta.
 
Rinforzo vicariante vedi apprendimento tramite osservazione.
 
Risonanza magnetica Una procedura simile all’esame della TAC che usa campi magnetici invece che raggi-x per creare immagini della struttura e della densità del cervello. Fornisce immagini più dettagliate della TAC (Johnson e Parkinson, 2002).
 
Risposta (comportamentismo) Il comportamento che fa seguito a uno specifico stimolo.
 
Risposta-sorriso (Spitz) Ci si riferisce al sorriso del bambino ad un volto umano (posto di fronte, ad una distanza non eccessiva. Evento tipico di una fase in cui il bambino (verso il terzo mese) inizia ad avere un comportamento attivo nei confronti di ciò che è a lui esterno.
 
Ritardo mentale Definizione secondo ICD-10 Il ritardo mentale è una condizione di interrotto o incompleto sviluppo psichico, caratterizzata soprattutto da compromissione delle abilità che si manifestano durante il periodo evolutivo e che contribuiscono al livello globale di intelligenza, cioè quelle cognitive, linguistiche, motorie e sociali. Il ritardo può presentarsi con o senza altre patologie psichiche o somatiche. Comunque, gli individui mentalmente ritardati possono presentare tutta la gamma delle sindromi psichiche, e la prevalenza di tali sindromi è almeno tre o quattro volte maggiore in questo gruppo che nella popolazione generale. Inoltre, gli individui mentalmente ritardati sono maggiormente a rischio per lo sfruttamento e la violenza fisica e sessuale. L'adattamento sociale è sempre compromesso, ma tale compromissione può non essere evidente in soggetti con lieve ritardo mentale che vivono in ambienti sociali protetti dove è disponibile un adeguato sostegno. Definizione secondo DSM-IV La caratteristica fondamentale del Ritardo Mentale è un funzionamento intellettivo generale significativamente al di sotto della media (Criterio A) che è accompagnato da significative limitazioni nel funzionamento adattivo in almeno due delle seguenti aree delle capacità di prestazione: comunicazione, cura della persona, vita in famiglia, capacità sociali/interpersonali, uso delle risorse della comunità, autodeterminazione, capacità di funzionamento scolastico, lavoro, tempo libero, salute, e Sicurezza (Criterio B). L’esordio deve avvenire prima dei 18 anni (Criterio C). Il Ritardo Mentale ha molte diverse eziologie e può essere visto come la via finale comune di vari processi patologici che agiscono sul funzionamento del sistema nervoso centrale.
 
Ritardo mentale grave Definizione secondo ICD-10 Questa forma è largamente simile al ritardo mentale di media gravità rispetto al quadro clinico, alla presenza di un'eziologia organica e alle condizioni associate. I livelli più bassi di funzionamento menzionati in quella categoria sono i più frequenti in questo gruppo. La maggior parte delle persone comprese in questa categoria soffre di un grado marcato di deficit motorio o di altri deficit associati, che indicano la presenza di un danno o di un alterato sviluppo del sistema nervoso centrale clinicamente significativo. Definizione secondo DSM-IV Il gruppo con Ritardo Mentale Grave costituisce il 34% dei soggetti con Ritardo Mentale. Durante la prima fanciullezza essi acquisiscono un livello minimo di linguaggio comunicativo, o non lo acquisiscono affatto. Durante il periodo scolastico possono imparare a parlare e possono essere addestrati alle attività elementari di cura della propria persona. Essi traggono un beneficio limitato dall'insegnamento delle materie prescolastiche, come familiarizzarsi con l'alfabeto e svolgere semplici operazioni aritmetiche, ma possono acquisire capacità come l'imparare a riconoscere a vista alcune parole per le necessità elementari. Nell'età adulta, possono essere in grado di svolgere compiti semplici in ambienti altamente protetti. La maggior parte di essi si adatta bene alla vita in comunità, in comunità alloggio o con la propria famiglia, a meno che abbiano un handicap associato che richieda assistenza specializzata o altre cure.
 
Ritardo mentale lieveDefinizione secondo ICD-10 Le persone lievemente ritardate acquisiscono il linguaggio con qualche ritardo, ma nella maggior parte dei casi raggiungono la capacità di usare la parola per le esigenze della vita quotidiana, per tenere conversazioni e per sostenere il colloquio clinico. La maggior parte di esse raggiunge anche una piena indipendenza nella cura di sé (nel mangiare, nel lavarsi, nel vestirsi, nel controllo degli sfinteri) e nelle abilità pratiche e domestiche, anche se lo sviluppo è considerevolmente più lento del normale. Le maggiori difficoltà sono osservate in genere in ambito scolastico e molti hanno problemi particolari nel leggere e nello scrivere. Tuttavia, le persone lievemente ritardate possono essere molto aiutate da sistemi educativi progettati per sviluppare le loro abilità e per compensare i loro handicap. Definizione secondo DSM-IV Il Ritardo Mentale Lieve equivale all’incirca a ciò a cui si faceva riferimento con la categoria educazionale di "educabili". Questo gruppo costituisce la parte più ampia (circa l'85%) dei soggetti affetti da questo disturbo. Come categoria, i soggetti con questo livello di Ritardo Mentale tipicamente sviluppano capacità sociali e comunicative negli anni prescolastici (da 0 a 5 anni di età), hanno una compromissione minima nelle aree sensomotorie, e spesso non sono distinguibili dai bambini senza Ritardo Mentale fino ad un'età più avanzata. Prima dei 20 anni, possono acquisire capacità scolastiche corrispondenti all'incirca alla quinta elementare. Durante l'età adulta, essi di solito acquisiscono capacità sociali e occupazionali adeguate per un livello minimo di autosostentamento, ma possono aver bisogno di appoggio, di guida, e di assistenza, specie quando sono sottoposti a stress sociali o economici inusuali. Con i sostegni adeguati, i soggetti con Ritardo Mentale Lieve possono di solito vivere con successo nella comunità, o da soli o in ambienti protetti.
 
Ritardo mentale media gravità (moderato)Definizione secondo ICD-10 I soggetti compresi in questa categoria sono lenti nello sviluppo della comprensione e dell'uso del linguaggio, e il livello di funzionamento che raggiungono in quest'area è modesto. L'acquisizione della cura di sé e delle capacità motorie è pure ritardata, e alcuni di essi necessitano di una supervisione per tutta la vita. Il loro profitto scolastico è limitato ma una parte di essi acquisisce le capacità basilari necessarie per leggere scrivere e far di conto. Programmi di istruzione specifici possono consentire ai singoli individui di sviluppare il proprio limitato potenziale e di acquisire alcune capacità essenziali: essi sono modulati per soggetti che imparano lentamente e che hanno una potenzialità ridotta di apprendimento. Definizione secondo DSM-IV Il Ritardo Mentale Moderato è all'incirca equivalente a ciò a cui si faceva riferimento con la categoria educazionale di "addestrabili". Questo termine ormai sorpassato non dovrebbe essere usato perché implica erroneamente che i soggetti con Ritardo Mentale Moderato non possono beneficiare di programmi educazionali. Questo gruppo costituisce circa il 10% dell'intera popolazione di soggetti con Ritardo Mentale. La maggior parte dei soggetti con questo livello di Ritardo Mentale acquisisce capacità comunicative durante la prima fanciullezza. Essi traggono beneficio dall'addestramento professionale e, con una moderata supervisione, possono provvedere alla cura della propria persona. Possono anche beneficiare dell'addestramento alle attività sociali e lavorative, ma difficilmente progrediscono oltre il livello della seconda elementare nelle materie scolastiche. Possono imparare a spostarsi da soli in luoghi familiari. Durante l'adolescenza, le loro difficoltà nel riconoscere le convenzioni sociali possono interferire nelle relazioni con i coetanei. Nell'età adulta, la maggior parte riesce a svolgere lavori non specializzati, o semi-specializzati, sotto supervisione in ambienti di lavoro protetti o normali. Essi si adattano bene alla vita in comunità, di solito in ambienti protetti.
 
Ritardo mentale profondo (o gravissimo) Definizione secondo ICD- 10 In questa categoria il QI è valutato inferiore a 20 la qual cosa significa in pratica che le persone affette sono gravemente limitate nella loro capacità di capire richieste e istruzioni o di adeguarsi ad esse. I soggetti compresi in questa categoria sono in maggioranza immobili o gravemente limitati nella mobilità, incontinenti e capaci al massimo di forme molto rudimentali di comunicazione non verbale. Essi possiedono scarsa o nessuna capacità di prendersi cura dei propri bisogni elementari e richiedono costante aiuto e supervisione. Definizione secondo DSM-IV Il gruppo con Ritardo Mentale Gravissimo costituisce circa un 1-2% dei soggetti con Ritardo Mentale. La maggior parte dei soggetti con questa diagnosi ha una condizione neurologica diagnosticata che spiega il Ritardo Mentale. Durante la prima infanzia, essi mostrano considerevole compromissione del funzionamento sensomotorio. Uno sviluppo ottimale può verificarsi in un ambiente altamente specializzato con assistenza e supervisione costanti, e con una relazione personalizzata con la figura che si occupa di loro. Lo sviluppo motorio e le capacità di cura della propria persona e di comunicazione possono migliorare se viene fornito un adeguato addestramento. Alcuni possono svolgere compiti semplici in ambienti altamente controllati e protetti.
 
RitualismoTermine che, riferendosi alla comprensione infantile delle nozioni religiose, sottolinea la tendenza ad interessarsi più al "rito" religioso, che non al suo significato.
 
Rivolgimento contro il Sé (psicoanalisi) Meccanismo di difesa che consiste nel rivolgere contro se stessi l'aggressività originariamente rivolta verso un oggetto esterno.
 
RNA Vedi Acido ribonucleico
 


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