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Le chiavi di casa... la cittą facile: l'esperienza di Adria Stampa

Le chiavi di casa … la città facile

Percorsi di autonomia  per persone con disabilità intellettive: l’esperienza di Adria[1]

Molteplici sono in Italia le esperienze volte a favorire l’autonomia (sociale, familiare e lavorativa) delle persone con disabilità intellettiva (vedi Esempi di esperienze in Italia  ).

Tra di esse vi è anche quella di Adria, in provincia di Rovigo (vedi Il Progetto “Chiavi di casa…Città facile”: un po’ di storia ).

Si tratta di una esperienza progettata, a partire dal 2008, dalla Dott.ssa Laura Mesini, all’interno dell’Associazione Down Dadi di Padova. Essa si è in particolare ispirata al Progetto “Navigando” di Padova, apportando modifiche suggerite da una lunga esperienza clinica e riabilitativa nel Servizio di Neuropsichiatria infantile.

Il progetto, sostenuto dal Comune di Adria che ha dato un appartamento in comodato d’uso gratuito, è appoggiato in primis dalla Fondazione Cariparo che ha cofinanziato tutte le fasi dello sviluppo del progetto e dalla Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 19 di Adria che ha approvato e finanziato anche la ricerca. Inoltre, nell’ultimo anno è stato incluso anche nei Piani di zona dell’Ulss 18 di Rovigo ed è quindi diventato una realtà provinciale.

Esso si avvale della supervisione scientifica di Renzo Vianello, di Francesca Pulina e di Debora Aquario (dell’Università di Padova).

Questa esperienza si caratterizza soprattutto per gli aspetti che seguono.

-        Coinvolgimento delle realtà locali: Associazione Down Dadi Adria, Comune di Adria, Conferenza dei Sindaci dell’ULSS 19 di Adria, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

-        Coinvolgimento di ricercatori universitari fin dall’inizio del progetto e nel monitoraggio dello stesso.

-        Costante monitoraggio dell’esperienza (vedi  Il Progetto “Chiavi di casa…Città facile”: la metodologia e gli strumenti ) per mezzo di:

o      presa d’atto delle cartelle cliniche e anamnesi[2]

o      costante coinvolgimento dei familiari su tutti gli aspetti del progetto

o     valutazioni in itinere per mezzo di test e strumenti standardizzati che permettano di stabilire i livelli di competenza nei vari domini di ciascun partecipante (cognitivi, comunicativo-linguistici, emotivi, sociali, nelle abilità quotidiane ecc.) 

o      valutazione dei potenziali di sviluppo

o      definizione di obiettivi da raggiungere

o      intervento volto al raggiungimento degli obiettivi, anche con il coinvolgimento dei familiari

o      valutazione sul raggiungimento degli obiettivi

o      rivalutazione dei livelli di competenza e ridefinizione degli obiettivi ecc.

-        Coinvolgimento dei partecipanti fin dai 10-11 anni.

-        Gruppi stabili di 5-6 persone.

-        Valutazione non solo dei singoli, ma anche dei gruppi (rapporti sociali, comunicazioni ecc.)

-        Presenza per ogni gruppo (formato da cinque elementi) di una psicologa e di una educatrice/educatore, al fine di favorire una complementarietà di valutazioni e interventi.

-        Costante utilizzo di filmati che permettano la valutazione dei progressi (anche da parte delle ragazze e dei ragazzi e dei loro genitori), lo scambio di opinioni fra operatori e supervisione da parte dei ricercatori universitari.                                                                                                                                                                                                                                            Il 15 settembre 2015 si è tenuto ad Adria un Convegno finalizzato a "fare il punto della situazione": a che punto si era arrivati e come procedere.                                                                    Si vedano: "Disabilità Intellettive: nuove sfide per l'autonomia"  di M. Laura Mesini                                                                                                                        "Il progetto 'Chiavi di casa... Città facile': riflessioni, metodologiche e valutative"  di Debora Aquario

Il 



[1] Oltre a Laura Mesini, Renzo Vianello, Francesca Pulina e Debora Aquario molte altre sono le persone coinvolte nel progetto. Tra queste Maria Elisabetta Baccarin e Patrizia Tolot e gli psicologi e gli educatori coinvolti nel periodo più recente: Betty Bottura, Monica Destro, Angela Insogna, Marco Luise, Giorgia Mingardo, Paolo Pulze, Catia Puozzo, Simona Romeo, Anna Segato, Valentina Spada, Giulia Vettorello. Inoltre, per il loro lavoro finalizzato alla  tesi di laurea o di laurea magistrale: Camilla Benazzo, Giulia Cocconi e Rossella Dalla Villa.

[2] Può sembrare una ovvietà, ma non lo è. Siamo a conoscenza di varie realtà in cui gli educatori che seguono le persone con disabilità in situazioni come queste non hanno mai preso visione delle loro cartelle cliniche e addirittura nemmeno di una sintetica diagnosi. 

  

 


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