Topbar Disabilita' cognitive Comune di Modena MeMo CSC Comune Ferrara Progetti Rete CDI
 
Home
Contenuti
Il progetto
Natura
Cause
Prevenzione
Integrazione e trattamento
Esperienze e storie di vita
Libri e materiali
News
Glossario
Domande & Risposte
Ricerca

Level Double-A conformance icon, 
          W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0


Cause ambientali

In letteratura sono famosi casi di disabilità intellettive dovute a gravi carenze ambientali (come l'aver vissuto in uno stanzino per anni o comunque senza cure parentali). In questi casi gli effetti possono essere molto gravi anche per lo sviluppo dell'intelligenza e scarsamente reversibili.
A parte questi casi eccezionali, fortunatamente rari, vi sono tuttavia molti casi in cui una disabilità intellettiva può essere dovuta a svantaggio socioculturale.

Disabilità intellettiva e svantaggio socioculturale
Per poter affrontare adeguatamente l'argomento è opportuna una domanda preliminare: "Quale effetto negativo può avere su un bambino normodotato e in particolare sulle sue prestazioni cognitive una situazione di svantaggio socioculturale?"
Risulta evidente che la risposta richiede vari "distinguo". In particolare le carenze:
- possono essere più o meno gravi;
- hanno effetti diversi a seconda dell'età del bambino;
- possono essere aggravate da eventuali effetti negativi anche a livello di struttura di personalità;
- possono essere più o meno compensate da interventi educativi adeguati (ad esempio scolastici).
Per non perderci in una casistica disorientante può perciò essere opportuno stabilire un punto di riferimento. Consideriamo un bambino (che, per comodità espositiva, chiamiamo Adamo):
- di dieci anni,
- di normale intelligenza,
- figlio di genitori a loro volta con svantaggio socioculturale, con un livello culturale basso, con problemi economici significativi (ma non gravissimi, ad esempio alternano periodi in cui lavorano a periodi in cui sono disoccupati),
- sia il figlio che i genitori non hanno particolari disturbi di personalità.
Un bambino "tipo" con queste caratteristiche, come risulta anche dall'analisi della letteratura (Baroff, 1992), tende a fornire prestazioni scolastiche in modo significativo al di sotto della media della sua età. Se gli viene proposto un test di intelligenza classico (come il test WISC) il suo QI è spesso compreso fra 75 e 85.
In definitiva non è frequente che le sue prestazioni siano tali da portare alla diagnosi di "disabilità intellettive per svantaggio socioculturale" (non si ha infatti diagnosi di disabilità intellettive con un QI superiore a 70).
Stabilito questo punto di riferimento consideriamo l'influenza di altre variabili.
La prima da noi considerata è l'età.
Adamo era stato oggetto di valutazione dell'intelligenza a circa 12 mesi e il suo QI era 100 (abbiamo ipotizzato si trattasse di un bambino normodotato).
A quattro anni le carenze, in particolare quelle linguistiche, avevano già causato effetti negativi: il suo QI era di 90. Con il passare dell'età le sue prestazioni sono sempre più distanti dalla media: 80 a dieci anni, 75 a 15, 70 a 20.
E se la sua intelligenza "di partenza" non fosse stata media? Se ad esempio il suo QI a 12 mesi fosse stato non 100, ma 80? Come sappiamo, proprio per come i test di intelligenza sono stati costruiti circa il 15-20% degli individui nei test di intelligenza più utilizzati forniscono prestazioni inferiori a 85. Questo significa che circa ogni 6 bambini con svantaggio socioculturale almeno uno ha una dotazione cognitiva di base inferiore a 85. Purtroppo questi bambini, con il passare dell'età, rischiano una diagnosi di "disabilità intellettive per svantaggio socioculturale" anche prima dei dieci anni.
Ovviamente i rischi sono molti meno nelle situazioni opposte e cioè quelle in cui Adamo ha una dotazione intellettiva di partenza superiore alla media.
E se i genitori di Adamo avessero problemi sociali ed economici ancor più gravi? Le influenze negative rischierebbero di essere maggiori.
Alla stessa risposta si arriverebbe nel caso vi fossero anche disturbi di personalità nei genitori e/o nel figlio.
In definitiva lo svantaggio socioculturale:
- può produrre in alcuni individui (non la maggioranza) effetti negativi tali da portare ad una diagnosi di disabilità intellettive(soprattutto per chi ha una dotazione intellettiva di partenza inferiore alla norma),
- produce effetti negativi sulle prestazioni cognitive che si accumulano con il passare del tempo (soprattutto fino all'adolescenza)
- e che sono maggiori in caso di presenza di disturbi di personalità.


New: Questionario di valutazione
   Home arrow Cause arrow Ambientali